Spazio

Perché Marte ha due lune così piccole?

Ma insomma, perché Marte si ritrova con queste due lune che sembrano due patate spaziali, più che delle vere e proprie compagne celesti? Se pensate che le nostre sorelle maggiori, Giove e Saturno, facciano a gara a chi ne ha di più e di più grosse, mentre il Pianeta Rosso si accontenta di questi due sassolini svolazzanti, vi state facendo la domanda giusta! Non si tratta di avarizia cosmica, ma di una storia affascinante che ci porta indietro nel tempo, quando il Sistema Solare era un posto molto più turbolento. Preparatevi, perché qui si parla di catture, collisioni e di un pizzico di mistero che rende tutto ancora più intrigante. Scopriremo insieme se Fobos e Deimos sono delle vere e proprie lune marziane o delle ospiti indesiderate con un passato burrascoso.

Un paio di sassi nel cielo

Diciamocelo chiaramente: Fobos e Deimos non sono certo le lune che ti aspetti. Non sono sferiche e maestose come la nostra Luna, né gigantesche e luminose come le galattiche lune di Giove. Al contrario, Fobos e Deimos sono irregolari, bitorzolute, e per certi versi, ricordano più degli asteroidi che delle lune vere e proprie. Fobos, la più grande e vicina, è lunga circa 27 chilometri nella sua dimensione maggiore, mentre Deimos, più piccolina e remota, si ferma a poco più di 15 chilometri. Parliamo di dimensioni che, se fossero state sulla Terra, ci farebbero pensare più a grosse rocce che a corpi celesti in grado di influenzare le maree, cosa che, ovviamente, non fanno. Ma allora, da dove spuntano questi due?

La teoria della cattura: un amore forzato?

La spiegazione più accreditata, quella che fa girare più volentieri i rotori dei nostri telescopi e delle sonde spaziali, è che Fobos e Deimos non siano nate insieme a Marte. No, signori! Si pensa che siano asteroidi, probabilmente provenienti dalla fascia principale degli asteroidi, tra Marte e Giove, che per un fortunato (o sfortunato, a seconda dei punti di vista) scherzo del destino, sono stati catturati dalla gravità marziana. Immaginate la scena: un asteroide innocente che vaga per lo spazio, quando all’improvviso si trova a passare troppo vicino al Pianeta Rosso. La gravità di Marte, potente e irresistibile, lo ha afferrato, trascinandolo in un’orbita che, con qualche aggiustamento, è diventata la sua casa perenne. Un po’ come quando uno passa per caso davanti a un locale carino e finisce per passarci tutta la serata!

Questa teoria della cattura spiega bene la loro forma irregolare e la loro composizione, che sembra essere molto simile a quella di alcuni tipi di asteroidi, in particolare gli asteroidi di tipo C, ricchi di carbonio. Però, c’è un piccolo intoppo: la cattura di asteroidi è un processo complicato. Affinché un oggetto venga catturato in modo stabile, deve perdere energia, altrimenti sfreccia via o si schianta. Come abbiano fatto questi due a “rallentare” abbastanza da restare in orbita è ancora oggetto di studio e dibattito tra gli astronomi. Forse l’interazione con l’atmosfera marziana (seppur sottile) o addirittura la gravità di altri asteroidi hanno giocato un ruolo chiave.

E se fossero nate da una collisione?

Ma se la cattura è la teoria dominante, non possiamo ignorare un’altra ipotesi affascinante: quella di una grande collisione. Pensate a un corpo celeste delle dimensioni di Marte che, nei suoi primi anni di vita, si scontra con un oggetto ancora più grande, una sorta di protopianeta. L’impatto sarebbe stato colossale, spazzando via una quantità enorme di materiale. Questo materiale, espulso nello spazio, si sarebbe poi aggregato, formando una sorta di anello attorno a Marte, simile agli anelli di Saturno, ma molto più denso. Successivamente, questo “anello di rottami” si sarebbe gradualmente condensato, dando origine a due corpi più grandi: Fobos e Deimos.

Questa teoria spiegherebbe meglio perché le lune sono in orbita nello stesso senso di rotazione di Marte e perché sono relativamente vicine al pianeta. Inoltre, la loro composizione, anche se somigliante agli asteroidi, potrebbe essere il risultato del materiale marziano fuso e modificato dall’impatto. C’è però un piccolo problema anche qui: le lune nate da collisioni tendono ad essere più grandi e più sferiche, dato che il materiale fuso si aggrega più facilmente in forme arrotondate. Quindi, anche questa ipotesi, seppur suggestiva, presenta delle incongruenze con le dimensioni e le forme attuali delle nostre due amiche marziane.

Uno sguardo al futuro (e al passato) di Fobos

Qualunque sia la loro origine, Fobos e Deimos hanno un destino alquanto precario, soprattutto Fobos. Mentre Deimos orbita serenamente a una distanza di circa 23.460 chilometri, Fobos sta lentamente ma inesorabilmente avvicinandosi a Marte. Si stima che tra circa 50 milioni di anni, Fobos si avvicinerà così tanto che le forze di marea di Marte la disgregheranno, creando un nuovo, spettacolare sistema di anelli attorno al pianeta. Un finale da film di fantascienza, non trovate? Sembra che il Pianeta Rosso sia destinato ad avere anelli, anche se non nel modo in cui potremmo immaginarlo con Giove o Saturno.

Il fatto che Fobos sia così vicina e in orbita così bassa solleva ancora domande. Se fosse stata catturata, perché si trova su un’orbita così instabile e ravvicinata? Se fosse nata da una collisione, perché non è più grande o più stabile? Questi interrogativi continuano a stimolare la ricerca e le missioni spaziali verso Marte. Capire l’origine delle sue lune potrebbe fornirci preziose informazioni sulla storia primordiale del Pianeta Rosso e del Sistema Solare nel suo complesso.

Tabella comparativa: Le lune di Marte

Per avere un’idea più chiara, diamo un’occhiata a qualche dato:

Caratteristica Fobos Deimos
Distanza media da Marte 9.377 km 23.460 km
Diametro medio 22,2 km 12,6 km
Periodo orbitale 7,66 ore 30,3 ore
Forma Irregolare (simile a patata) Irregolare (simile a sasso)
Composizione probabile Roccia carbonacea (tipo C) Roccia carbonacea (tipo C)
Velocità orbitale Circa 7,7 km/s Circa 1,8 km/s

Come vedete, le differenze non sono enormi, ma quelle piccole sfumature rendono la storia di queste due lune ancora più misteriosa. Fobos, con la sua orbita quasi marziana, orbita più velocemente del giro del pianeta su se stesso, il che significa che dall’equatore marziano la si vedrebbe sorgere a Ovest e tramontare a Est, ma molto rapidamente! Deimos, invece, ha un moto più pigro e più simile a quello della nostra Luna, apparendo piccola e lenta nel cielo.

Domande frequenti

Perché Fobos e Deimos non sono tonde come la nostra Luna?

La loro forma irregolare è un forte indizio che non si siano formate lentamente per aggregazione gravitazionale come corpi più massicci, ma siano piuttosto dei “frammenti” o dei corpi catturati. La gravità di Marte, infatti, non è abbastanza forte da renderle sferiche, a differenza di corpi celesti più grandi come la nostra Luna o i giganti gassosi.

Sono pericolose per le future missioni spaziali su Marte?

Fortunatamente, le loro dimensioni e le loro orbite le rendono un rischio minimo per le missioni. Anche se Fobos è vicina, è troppo piccola per rappresentare un ostacolo significativo. Piuttosto, sono un’opportunità scientifica!

Cosa significherebbe se fossero asteroidi catturati?

Significherebbe che Marte ha avuto interazioni gravitazionali significative con la fascia degli asteroidi, fornendo dati preziosi sulla dinamica del Sistema Solare primordiale e sulla distribuzione dei corpi celesti in quella regione.

Ci sono altre prove a sostegno della teoria della collisione?

Alcune analisi delle orbite e della composizione suggeriscono che potrebbero avere origini comuni con Marte, ma le prove non sono ancora definitive. La ricerca continua, con missioni future che potrebbero portare campioni o immagini più dettagliate.

Insomma, le due lune di Marte, Fobos e Deimos, continuano a farci domande, offrendo uno spaccato affascinante sulla giovinezza turbolenta del nostro vicinato cosmico. Che siano asteroidi catturati o i resti di un’antica collisione cosmica, ci ricordano che anche i pianeti più “tranquilli” hanno storie movimentate da raccontare, scritte nelle rocce che fluttuano nel loro cielo. E chissà, magari un giorno, andando a fare un picnic su Marte, potremo dire di aver ammirato le nostre piccole, strane, e affascinanti “lune patata”.

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