Tecnologia

Il 5G usa onde pericolose?

Allora, amici miei, diciamocelo: ogni volta che si parla di nuove tecnologie, spunta fuori il solito gufo che grida al complotto. L’ultima moda? Il 5G e le sue “onde pericolose”. Ma siamo seri, ragazzi. Dobbiamo davvero tornare al Medioevo digitale e avere paura di ogni segnale che ci arriva invisibile? Io dico di no! E oggi, con la mia solita, pacata saggezza da bar, cercherò di fare un po’ di chiarezza, così la prossima volta che qualcuno vi agita il telefono come una minaccia, potrete rispondere con cognizione di causa (e magari un sorrisetto). Preparatevi, perché stiamo per sbarcare nel mondo delle onde millimetriche, dei campi elettromagnetici e delle fobie tecnologiche, tutto condito con un pizzico di buon senso e tanta ironia.

Ma cos’è questo 5G e perché fa così paura?

Partiamo dalle basi, come quando si spiega a un bambino cos’è un fulmine: non è che arrivano le sirene a portarsi via la gente, no? Il 5G, cari lettori, è semplicemente la quinta generazione di tecnologia mobile. Significa connessioni più veloci, latenza più bassa (cioè tempi di risposta quasi istantanei, un sogno per i gamer e per chi odia aspettare che si carichi una pagina) e la possibilità di connettere molti più dispositivi contemporaneamente. Pensate a un mondo dove la vostra casa è veramente “intelligente”, dove le auto comunicano tra loro in tempo reale e dove la telemedicina può fare salti da gigante. Bello, vero? E allora perché la paura?

La paura, come spesso accade, nasce dall’ignoto e dalla disinformazione. Si sente parlare di “onde millimetriche”, che suonano un po’ come un incantesimo da stregone medievale, e subito parte il panico. Ma queste onde, sebbene utilizzate dal 5G per alcune frequenze, non sono poi così strane. Le utilizziamo già da un bel po’ per altre cose, tipo i sensori alle porte dei supermercati o certi sistemi di comunicazione a corto raggio. La differenza sta nell’energia che trasportano e nella loro capacità di penetrare nei tessuti. E qui, amici miei, entra in gioco la scienza.

Onde elettromagnetiche: un ripasso da bar

Allora, mettiamola così: tutto ciò che ci circonda, dalla luce del sole al telecomando della TV, funziona grazie alle onde elettromagnetiche. Hanno un ampio spettro, che va dalle onde radio a bassissima energia fino ai raggi gamma ad altissima energia. Il punto cruciale è la frequenza e l’energia che queste onde portano con sé. Pensate alla radio: ci bombarda di onde radio per tutto il giorno, ma non ci scioglie, vero? Ecco, il 5G si muove in frequenze che sono molto più simili a quelle utilizzate dalle generazioni precedenti (2G, 3G, 4G) e dal Wi-Fi, solo in alcune bande specifiche (le famigerate onde millimetriche) che sono comunque ben al di sotto delle soglie considerate pericolose dalla scienza.

Il nocciolo della questione è che le onde millimetriche utilizzate dal 5G hanno una capacità di penetrazione nel corpo umano molto limitata. Agiscono principalmente sulla pelle e sugli strati più superficiali, senza raggiungere gli organi interni. È un po’ come essere scaldati da un phon: sentite il calore sulla pelle, ma non vi cuoce il cervello.

La scienza dice: niente panico, ma occhio ai dettagli

La comunità scientifica, quella con i camici bianchi e i laboratori pieni di provette (e non quella che posta teorie complottiste su Facebook), ha studiato a lungo gli effetti delle onde elettromagnetiche sulla salute. Organizzazioni come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP) stabiliscono dei limiti di esposizione basati su decenni di ricerca. E indovinate un po’? Le reti 5G, sia quelle che utilizzano frequenze più basse che quelle con le onde millimetriche, operano ben al di sotto di questi limiti.

È importante sottolineare che il 5G rientra nella categoria delle radiazioni non ionizzanti. Questo significa che non hanno abbastanza energia per strappare elettroni dagli atomi, cosa che invece fanno le radiazioni ionizzanti (come i raggi X o i raggi gamma), che sono quelle effettivamente pericolose se usate impropriamente.

Per darvi un’idea, ecco una piccola tabella riassuntiva sulle diverse tipologie di onde elettromagnetiche:

Tipo di onda Esempi comuni Potenziale danno alla salute (a livelli di esposizione elevati)
Onde radio Radio, TV, Wi-Fi, 2G/3G/4G Nessuno dimostrato a livelli di esposizione standard
Microonde Forni a microonde (a distanza), radar Riscaldamento dei tessuti
Infrarossi Telecomando, calore corporeo Riscaldamento
Luce visibile Lampadine, Sole Nessuno a livelli normali; danni alla vista con esposizione diretta e prolungata al Sole
Ultravioletti (UV) Sole, lampade abbronzanti Scottature, danni alla pelle, rischio di cancro
Raggi X Radiografie mediche Danni cellulari, rischio di cancro (usati sotto controllo medico)
Raggi gamma Radioattività, trattamenti oncologici Danni cellulari gravi, rischio di cancro (usati in contesti controllati)

Come vedete, il 5G si colloca in una fascia di energia molto bassa, simile alle tecnologie che già usiamo da anni.

Onde millimetriche: il punto più discusso

Le cosiddette “onde millimetriche” (quelle tra i 30 e i 300 GHz, se vogliamo fare i pignoli) sono la parte più controversa del 5G. Il motivo? Sono frequenze più alte, usate per trasmettere grandi quantità di dati su brevi distanze. Questo significa che le antenne dovranno essere più numerose e più vicine a noi rispetto alle generazioni precedenti. La preoccupazione principale è che questo aumento della densità di antenne possa comportare un’esposizione maggiore.

Tuttavia, come dicevamo, queste onde non penetrano in profondità. La loro energia viene assorbita principalmente dallo strato più esterno della pelle e dagli occhi. La ricerca scientifica, inclusi studi condotti proprio in vista dello sviluppo del 5G, non ha evidenziato rischi significativi per la salute a questi livelli di esposizione. I limiti di sicurezza sono stati fissati proprio tenendo conto di questi aspetti. Immaginate un mondo dove la vostra pelle vi avvisa se state troppo tempo al sole (radiazioni UV dannose), ma non vi avvisa per un segnale Wi-Fi o 5G. C’è una differenza, e va rispettata.

Inoltre, le onde millimetriche sono più suscettibili agli ostacoli. Pioggia, alberi, muri possono attenuarle, il che implica che la potenza necessaria per la trasmissione deve essere gestita con attenzione. Le antenne 5G sono progettate per essere “intelligenti”, dirigendo il segnale dove serve e riducendo la dispersione.

La mia opinione da barman tecnologico

Ragazzi, è normale avere dubbi. La tecnologia avanza a una velocità pazzesca e a volte ci si sente un po’ sopraffatti. Ma bolare il 5G come un pericolo mortale senza basi scientifiche è un po’ come avere paura del microonde perché usa le “onde”. La scienza ha fatto il suo lavoro, ha stabilito dei limiti, e le reti devono rispettarli. Non dico che dobbiamo diventare dei fanatici del 5G, ma neanche dei complottisti da tastiera.

Il vero pericolo, a mio parere, non sono le onde, ma la disinformazione che si diffonde come un virus. Se ognuno si informasse da fonti attendibili, leggesse i pareri delle autorità sanitarie e scientifiche internazionali, invece di fermarsi ai titoli sensazionalistici, forse dormiremmo sonni più tranquilli e avremmo meno ansie inutili. Il 5G è uno strumento, come un martello: dipende da come lo si usa. E per ora, le indicazioni sono che lo si sta usando in modo sicuro. Godiamoci la velocità, ma con un occhio sempre vigile alla ricerca e alla trasparenza. E se qualcuno vi dice che il 5G vi fa crescere le antenne sulla testa, offritegli un caffè e invitatelo a fare un corso di aggiornamento.

Domande frequenti

Il 5G causa il cancro?

La stragrande maggioranza degli studi scientifici e delle organizzazioni sanitarie internazionali, come l’OMS, non ha trovato alcuna prova di un legame causale tra l’esposizione alle onde elettromagnetiche del 5G (entro i limiti di sicurezza) e l’insorgenza di tumori. Le frequenze utilizzate sono non ionizzanti e non hanno energia sufficiente per danneggiare il DNA.

Le onde millimetriche sono più pericolose delle onde del 4G?

Le onde millimetriche usate dal 5G hanno una minore capacità di penetrazione nel corpo umano rispetto alle frequenze più basse usate dal 4G. La loro energia viene assorbita principalmente dalla pelle. I limiti di esposizione sono stati stabiliti per garantire la sicurezza anche con queste frequenze, considerando la loro interazione superficiale.

Le antenne 5G sono troppo vicine a noi?

Il 5G, soprattutto nelle bande millimetriche, richiede una rete di antenne più densa per garantire la copertura. Tuttavia, queste antenne sono progettate per trasmettere segnali a bassa potenza e dirigere il segnale in modo efficiente. Le normative in vigore assicurano che l’esposizione totale rimanga ben al di sotto dei limiti di sicurezza stabiliti a livello internazionale.

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