Fisica

Perché il fumo sembra seguire sempre chi lo evita?

Ma quanti di voi si sono trovati nella classica situazione: siete a una cena, magari all’aperto, e decidete saggiamente di mettervi a debita distanza dai fumatori. Eppure, puntualmente, una folata di vento birichina vi recapita giusto quel sentore di nicotina che avreste voluto evitare? Vi siete mai chiesti perché il fumo sembri avere una mira infallibile proprio su chi cerca di sfuggirgli? Tranquilli, non siete soli e non è una congiura cosmica contro i vostri polmoni. C’è della fisica dietro questo “mistero”, e oggi la sveliamo come si svela un pacchetto di sigarette alla fine di una lunga giornata. Preparatevi a capire il movimento dell’aria in modo nuovo, con un pizzico di ironia, come se fossimo tutti seduti al bancone del nostro bar preferito, chiacchierando tra un sorso e l’altro.

Quel fumo dispettoso: un gioco di correnti

La colpa non è del fumo che “sa” dove andate, ma di come l’aria si muove, trasportandolo. Immaginate il fumo non come un’entità autonoma, ma come un piccolo esercito di particelle che viaggia aggrappato alle molecole d’aria. E l’aria, signori miei, non sta mai ferma. È un continuo vagabondare, un balletto perpetuo influenzato da un sacco di fattori, tra cui la temperatura. Quando si fuma, infatti, il fumo è più caldo dell’aria circostante. E cosa succede alle cose calde nell’aria? Esatto, tendono a salire. Questo fenomeno, che i fisici chiamano convezione, crea delle vere e proprie correnti ascendenti che portano il fumo verso l’alto.

Ma non è finita qui. Pensate alle serate d’estate: una leggera brezza vi accarezza il viso, portando con sé profumi di fiori o, ahimè, di sigaretta. Ecco, quel vento, per quanto debole, è un potente mezzo di trasporto. La combinazione di correnti di convezione e di vento è ciò che fa sì che il fumo si disperda nell’ambiente. E voi, anche se siete fisicamente distanti dalla fonte, potreste trovarvi sulla traiettoria di queste correnti che trasportano il fumo.

Le correnti di convezione: come funziona il riscaldamento naturale

La convezione è un concetto fondamentale per capire questo simpatico “inseguimento” del fumo. Pensate a quando scaldate l’acqua in una pentola: l’acqua sul fondo si scalda, diventa meno densa e sale, mentre quella più fredda e densa scende per prendere il suo posto. Questo ciclo continuo è la convezione. Lo stesso accade con l’aria: l’aria riscaldata dal corpo umano, o da altre fonti di calore come un barbecue o, appunto, una sigaretta, diventa più leggera e sale. Se siete vicini a una fonte di fumo calda, è molto probabile che finiate per inalare parte di quel fumo che viene trasportato verso l’alto e poi, magari, deviato da altre correnti d’aria.

Il vento: il fattore imprevedibile

Se la convezione spiega perché il fumo tende a salire, il vento è il colpevole numero uno quando il fumo vi raggiunge lateralmente. Il movimento dell’aria, anche quello più flebile, può sembrare casuale, ma segue delle leggi precise legate alle differenze di pressione atmosferica. Una piccola brezza può essere sufficiente a deviare una colonna di fumo, portandola in direzioni inaspettate. E indovinate dove potrebbe finire questa colonna deviata? Proprio nella vostra direzione, soprattutto se siete in un ambiente aperto e non c’è nulla a bloccare questo movimento dell’aria.

Immaginatevi in piedi su una collina con un po’ di vento: l’aria non soffia in linea retta, ma può creare vortici e deviazioni. Lo stesso accade a livello del suolo, anche in un contesto urbano. Le facciate degli edifici, gli alberi, persino le persone stesse possono creare delle “zone d’ombra” o delle traiettorie preferenziali per il movimento dell’aria e, di conseguenza, per il fumo.

Quando il fumo sembra avere un radar

È proprio questa combinazione di convezione e vento, unita alla casualità del movimento dell’aria, a dare l’impressione che il fumo vi “segua”. Non è che il fumo vi abbia preso di mira, è solo che le leggi della fisica sono un po’ dispettose. Se siete in un ambiente con poche correnti d’aria, il fumo potrebbe rimanere più confinato. Ma non appena si genera un minimo movimento, eccolo lì, pronto a fare il suo giro turistico.

La fisica del “ti vedo, ti sento, ti sfioro”

Per darvi un’idea di quanto siano dinamiche le correnti d’aria, pensate a come cambia la temperatura in una stanza. Se aprite una finestra in una giornata fredda, l’aria fredda che entra tenderà a scendere e a spingere via l’aria calda. Allo stesso modo, il calore emesso dal corpo umano crea delle piccole correnti ascensionali intorno a voi. Se a questo si aggiunge il calore del fumo, si creano delle condizioni perfette perché il fumo si muova, e voi potreste trovarvi, vostro malgrado, lungo il suo cammino.

Ecco una piccola tabella che illustra alcuni fattori che influenzano il movimento dell’aria e, di conseguenza, la dispersione del fumo:

Fattore Effetto sul fumo Perché ci sembra che ci segua
Convezione (differenza di temperatura) Il fumo caldo sale e si disperde verso l’alto. Crea correnti che possono poi essere deviate dal vento.
Vento (movimento dell’aria) Trasporta il fumo in diverse direzioni. Può portare il fumo direttamente verso di voi anche da distanze maggiori.
Ostacoli (edifici, alberi) Creano turbolenze e deviano le correnti. Possono creare percorsi inaspettati per il fumo.
Umidità e pressione atmosferica Influenzano la densità dell’aria e la formazione delle correnti. Contribuiscono a rendere il movimento dell’aria più o meno prevedibile.

Il fumo “intelligente”: un’illusione ottica e fisica

La vera magia sta nell’illusione. Noi percepiamo il fumo quando le sue particelle raggiungono il nostro naso o i nostri occhi. Se il fumo si muove e noi non ci muoviamo, è naturale che venga trasportato verso di noi se ci troviamo sulla sua traiettoria. La cosa frustrante è quando cerchiamo di evitarlo e questo sembra “attraversare” ostacoli o “curvare” apposta per noi. In realtà, è il movimento dell’aria circostante, che noi non percepiamo direttamente, a fare tutto il lavoro sporco.

Quindi, la prossima volta che sentite quel profumo indesiderato, invece di prendervela con il fumo, pensate alla fisica. È un po’ come quando cercate di schivare una pozzanghera e inciampate proprio sull’asfalto asciutto. La vita è piena di queste piccole ironie, e la fisica dell’aria ne è un esempio perfetto.

Domande frequenti

Perché il fumo sale anche se non c’è vento?

È merito della convezione. Il fumo è più caldo dell’aria circostante, quindi è meno denso e tende a salire, proprio come una mongolfiera. Questo movimento naturale dell’aria calda è sufficiente a farlo disperdere verso l’alto.

Se mi allontano dalla fonte, il fumo mi seguirà?

Non necessariamente “vi seguirà” in senso attivo, ma le correnti d’aria e il vento possono trasportare il fumo anche a distanza. Se vi trovate sulla traiettoria di queste correnti, potrete percepire il fumo anche essendovi allontanati.

Ci sono modi per evitare il fumo in un ambiente aperto?

Purtroppo, è difficile garantirsi una protezione totale all’aperto a causa del movimento imprevedibile dell’aria. Cercare di posizionarsi sottovento rispetto ai fumatori, dove il vento porta via il fumo, può aiutare un po’.

Il fumo delle sigarette è più leggero dell’aria?

No, il fumo in sé non è più leggero dell’aria, ma il suo calore lo fa diventare meno denso. È l’aria calda che contiene le particelle di fumo a salire, non le particelle da sole.

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