Fisica

Perché gli aerei lasciano scie nel cielo?

Ma dai, quante volte ci siamo ritrovati con il naso all’insù, a fissare quegli strati bianchi di condensa che gli aerei disegnano nel cielo azzurro, chiedendoci: “Ma che roba è?”. Sembra un po’ magia, un po’ fantascienza, o forse il messaggio segreto di qualche alieno che ci vuole dire che ha appena fatto la spesa. Eppure, dietro queste pennellate eteree, c’è una spiegazione scientifica piuttosto affascinante, che merita di essere svelata. Preparatevi, perché oggi smonteremo queste “scie chimiche” fai-da-te con la stessa ironia con cui mio zio Pachino smonterebbe una Vespa per capirne il funzionamento. Allacciate le cinture, il nostro viaggio nella fisica delle scie è appena iniziato!

Le scie che ci incantano (e a volte preoccupano)

Ammettiamolo, guardare un aereo tracciare una linea bianca nel cielo è sempre stato uno spettacolo. Da bambini ci chiedevamo se fossero angeli che pedalavano su biciclette celesti, o se qualche artista cosmico avesse deciso di decorare il firmamento con il nostro pennarello preferito. Poi, crescendo, sono arrivate le teorie più complanari, quelle che vedevano dietro ogni scia un complotto globale degno di un film di serie B. Ma la verità, come spesso accade, è molto più semplice e, diciamolo, altrettanto interessante. Non ci sono cospirazioni stellari, solo un po’ di sana fisica applicata a motori che sputano fuori vapori.

Condensa? Certo, ma con la giusta “temperatura”

Il termine tecnico per queste scie è scie di condensazione, o più scientificamente, contrails in inglese. Pensateci come il fiato che facciamo noi in una fredda giornata d’inverno. Appena il vapore acqueo caldo ed umido che esce dai nostri polmoni incontra l’aria fredda esterna, si condensa in minuscole goccioline d’acqua o cristalli di ghiaccio, visibili appunto come una nuvoletta effimera. Gli aerei, poverini, fanno un lavoro simile, ma su scala molto più grande. I loro potenti motori, infatti, bruciando combustibile, producono come scarto principale vapore acqueo, insieme a un po’ di anidride carbonica e altre “finiture” meno innocue ma presenti in quantità infinitesimali.

Il punto cruciale sta nell’altitudine. Gli aerei di linea volano molto in alto, generalmente tra i 9.000 e i 13.000 metri. A queste quote, l’aria è incredibilmente fredda, parliamo di temperature che oscillano tra i -40°C e i -60°C. È un freddo che farebbe congelare anche un orso polare dopo un aperitivo un po’ troppo lungo. Quando il vapore acqueo caldo espulso dai motori incontra quest’aria gelida, la trasformazione è quasi istantanea. Il vapore condensa e si trasforma in piccoli cristalli di ghiaccio, proprio come quando mettete un bicchiere d’acqua fredda sul tavolo in estate e si forma la condensa all’esterno. È scienza, non magia nera.

Non tutte le scie sono uguali: la persistenza delle nuvole a motore

Ora, non è che ogni volta che un aereo vola lasci una scia che dura ore. A volte la scia appare e scompare nel giro di pochi secondi, come un fantasma pentito. Altre volte, invece, rimane lì, bella dritta, come se qualcuno avesse tracciato una riga con il righello cosmico. Questo dipende tantissimo dalle condizioni atmosferiche presenti a quell’altitudine.

Se l’aria è molto secca, il vapore acqueo espulso dai motori si disperde rapidamente, sublimando (passando direttamente dallo stato solido a quello gassoso) o evaporando prima che possa formare una scia visibile e duratura. In questo caso, avremo quelle scie fugaci che sembrano quasi una firma d’artista che non ha tempo di farla asciugare.

Se invece l’aria è umida, ricca di vapore acqueo, allora i cristalli di ghiaccio che si formano hanno vita più lunga. Non solo, possono persino crescere assorbendo l’umidità presente nell’aria circostante. Diventano una sorta di nuvoletta artificiale, una cirrostrato che l’aereo ha inconsapevolmente generato. Queste sono le scie che vediamo persistere, allungarsi e a volte persino scomporsi, creando quei disegni suggestivi che ci portano a fare mille domande. È un po’ come quando piantate un seme in terra fertile: se le condizioni sono giuste, cresce. Se la terra è arida, nisba.

Fattore Descrizione Effetto sulla scia
Temperatura dell’aria Molto bassa (inferiore a -40°C) Favorisce la formazione di cristalli di ghiaccio e scie persistenti.
Umidità dell’aria Alta Permette ai cristalli di ghiaccio di crescere e alla scia di durare più a lungo.
Umidità dell’aria Bassa Il vapore acqueo si disperde rapidamente, la scia è breve o inesistente.
Tipo di motore Motori più efficienti Producono meno vapore acqueo per unità di spinta, potenzialmente scie meno intense.

E i motori? Sono loro i “colpevoli”?

Sì, in parte sono i motori a dare il via a tutto il processo. I motori a turbina degli aerei di linea funzionano bruciando kerosene. Questa combustione, come dicevamo, produce principalmente anidride carbonica (CO2) e vapore acqueo (H2O). La CO2 è un gas serra, è vero, ma la quantità prodotta dagli aerei è una frazione minuscola di quella totale prodotta da tutte le attività umane. Il vapore acqueo, invece, è il vero protagonista della formazione delle scie. Più il motore è efficiente, meno carburante brucia e, teoricamente, meno vapore acqueo produce in rapporto alla spinta generata. Tuttavia, per volare a quelle altitudini immense, i motori devono lavorare sodo e produrre parecchio calore e, di conseguenza, parecchio vapore.

Non c’entrano le “scie chimiche”

Ok, arriviamo al punto dolente, quello che fa accapponare la pelle ai complottisti di professione. Le scie degli aerei non sono scie chimiche. Non c’è nessun governo segreto che spruzza veleni dal cielo per controllare le menti, ridurre la popolazione o chissà cos’altro. Le sostanze che vengono effettivamente disperse nell’atmosfera dagli aerei sono quelle che derivano dalla normale combustione del carburante, principalmente vapore acqueo e CO2, con tracce di ossidi di azoto, particolato e zolfo. Queste sostanze non sono “chimiche” nel senso peggiorativo del termine, e le quantità sono talmente infinitesimali rispetto all’enorme volume dell’atmosfera che qualsiasi effetto “chimico” diretto è pressoché nullo.

Le scie che vediamo sono, nella stragrande maggioranza dei casi, fenomeni meteorologici naturali innescati dall’attività dei motori in condizioni atmosferiche specifiche. Se un aereo non lasciasse alcuna scia, significherebbe semplicemente che l’aria a quell’altitudine è troppo secca perché il vapore acqueo emesso possa condensare e rimanere visibile. E viceversa, se la scia persiste, è perché le condizioni di alta umidità e bassa temperatura creano una specie di “mini-nuvola” temporanea. È la natura che fa il suo corso, solo un po’ più velocemente e in modo più visibile grazie al passaggio dell’aereo.

Insomma, la prossima volta che vedrete quelle scie bianche, ricordatevi che non sono messaggi segreti, ma semplicemente il nostro fiato cosmico che, in un’atmosfera gelida, decide di farsi vedere per un po’. Un po’ come quando starnutiamo in pieno inverno: un’esplosione di vapore che scompare in un attimo, a meno che non ci sia un’aria così umida da far sembrare il nostro starnuto una piccola nevicata. E questo, signori, è pura, semplice, affascinante fisica. Non c’è bisogno di allarmismi, solo di un po’ di curiosità scientifica. E magari, di un cappotto più pesante se pensiamo di fare una passeggiata in alta quota!

Domande frequenti

Le scie degli aerei sono dannose per la salute?

No, le scie di condensazione non sono dannose per la salute. Sono principalmente cristalli di ghiaccio o vapore acqueo che si formano a grandi altitudini. Le eventuali sostanze in traccia prodotte dalla combustione dei motori sono in quantità infinitesime e si disperdono rapidamente nell’enorme volume dell’atmosfera.

Perché alcune scie durano più di altre?

La persistenza delle scie dipende principalmente dall’umidità dell’aria a quell’altitudine. Se l’aria è secca, la scia si disperde in fretta. Se invece è umida, i cristalli di ghiaccio possono persistere, crescere e formare scie lunghe e visibili, simili a nuvole sottili.

Gli aerei lasciano scie solo in inverno?

No, le scie si formano quando le condizioni di altitudine, temperatura e umidità sono favorevoli, indipendentemente dalla stagione a terra. Ad altissime quote, le temperature sono sempre molto basse, quindi la differenza stagionale a livello del suolo è meno influente rispetto all’umidità dell’aria.

Posso distinguere una scia di condensazione da una “scia chimica”?

Le scie di condensazione persistenti sono fenomeni meteorologici naturali. Non esistono prove scientifiche a sostegno dell’esistenza delle “scie chimiche” come intese dalle teorie cospirazioniste. Le scie che vediamo sono il risultato della fisica dell’atmosfera e della combustione dei motori.

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