Fisica

Perché il ghiaccio brucia la pelle?

Ammettiamolo, a tutti è capitato: quel momento imbarazzante al bar o a una festa, magari dopo una partita a calcetto, dove ci si ritrova con una lattina ghiacciata in mano per troppo tempo. O peggio, quel tentativo eroico di togliere un ghiacciolo attaccato alla lingua in una fredda giornata invernale. Poi ti guardi la mano, o la lingua, e ti ritrovi con un bel rossore, a volte addirittura delle bollicine. “Ma come?” ti dici, “il ghiaccio è freddo, non caldo! Come può bruciarmi la pelle?”. Bene, caro amico, mettiti comodo, prendi un caffè (magari non troppo freddo!) e scopriamo insieme questo piccolo, ma affascinante, mistero della fisica. Non preoccuparti, non useremo formule complicate, qui siamo al bar, non all’università, e se riusciamo a spiegarlo dopo un paio di Aperol, ce la possiamo fare. E poi, diciamocelo, sapere perché il ghiaccio “brucia” è una di quelle curiosità che ti fanno sentire un po’ più intelligenti, quasi come avere un superpotere da sfoggiare.

Freddo che scotta: il paradosso del ghiaccio

Allora, partiamo dal presupposto che la parola “ustione” ci fa pensare subito al fuoco, al sole cocente, a qualcosa di rovente che ti fa saltare. E invece no, signori e signore, il nostro corpo è un organo piuttosto suscettibile anche al freddo estremo. Quella sensazione di bruciore che provi quando tieni il ghiaccio per troppo tempo non è un’allucinazione, né un difetto di fabbricazione della tua pelle. È una vera e propria ustione da freddo, un’ustione termica a tutti gli effetti. Pensateci, quando si parla di ustioni si intende un danno ai tessuti causato da un agente termico. E il ghiaccio, beh, è un agente termico parecchio efficace, anche se va nella direzione opposta rispetto al fuoco. La sua temperatura è ben al di sotto di quella che la nostra pelle può sopportare senza guai.

La pelle e il freddo: un rapporto complicato

La nostra pelle è una sorta di termometro naturale, ma ha i suoi limiti. Quando entra in contatto con qualcosa di molto freddo, come il ghiaccio a 0°C (o anche meno, se è di quelli “super-freezer”), il suo primo istinto è quello di proteggersi. Inizia a far circolare meno sangue nelle aree più esposte per evitare di perdere calore corporeo. Questo è un meccanismo di sopravvivenza, ma ha un effetto collaterale: le cellule della pelle ricevono meno ossigeno e nutrienti. Se il contatto freddo persiste, questo rallentamento della circolazione diventa sempre più marcato. E qui casca l’asino. La mancanza di nutrimento e ossigeno inizia a danneggiare le cellule, proprio come succederebbe se le avessi scottate con una piastra rovente. Il risultato è infiammazione, rossore, e, nei casi peggiori, vesciche. È un po’ come dire al tuo corpo: “Ehi, sto andando a congelare qui!” e lui risponde con un’allarme generale.

Cosa succede a livello cellulare: un piccolo dramma

Ma andiamo un po’ più a fondo, senza annoiarci troppo. Quando la temperatura delle cellule della pelle scende drasticamente, succedono un paio di cose che non sono proprio piacevoli. Innanzitutto, i cristalli di ghiaccio che si formano all’interno e all’esterno delle cellule possono letteralmente lacerarle. Immaginate dei piccoli frammenti di vetro che si espandono all’interno. Non il massimo, vero? Poi c’è la questione degli elettroliti. Il freddo altera le membrane cellulari, compromettendo il passaggio di ioni come sodio e potassio, che sono fondamentali per il corretto funzionamento delle cellule. Pensate a una sorta di “corto circuito” cellulare. Infine, la reazione infiammatoria che segue è una risposta del corpo per cercare di riparare i danni, ma inizialmente si manifesta con quel rossore e quel gonfiore che associamo proprio a un’ustione.

Gelo, freddo e ustioni: un confronto interessante

È utile fare un piccolo confronto per capire meglio. Le ustioni da freddo, come quelle causate dal ghiaccio, sono spesso più subdole. Non c’è quell’immediato dolore lancinante che si prova con il fuoco, ma il danno può essere altrettanto significativo, a volte anche più profondo. Ci sono diversi gradi di ustione da freddo, un po’ come quelle termiche. Le più leggere, simili a una scottatura solare, causano rossore e un leggero gonfiore. Quelle più serie possono portare a vesciche piene di liquido e, nei casi estremi (pensate a chi rimane esposto al gelo per molto tempo senza protezione), possono causare danni permanenti ai nervi e ai tessuti, fino alla necrosi (la morte del tessuto).

Confronto tra ustioni da caldo e da freddo
Aspetto Ustione da Calore (es. fuoco) Ustione da Freddo (es. ghiaccio)
Agente causale Temperatura elevata Temperatura molto bassa
Meccanismo primario Denaturazione delle proteine e distruzione cellulare per calore Formazione di cristalli di ghiaccio, disidratazione cellulare, interruzione dei flussi ionici, vasocostrizione e ischemia
Sensazione immediata Dolore acuto e bruciore intenso Freddo intenso, intorpidimento, seguito da bruciore e dolore
Danno cellulare Coagulazione delle proteine, distruzione rapida Danni da cristalli, disidratazione, ipossia per riduzione del flusso sanguigno
Tempi di recupero Variabili, a seconda del grado Variabili, a seconda del grado; potenziali danni a lungo termine (nervi, tessuti)

Insomma, anche se sembrano opposti, sia il troppo caldo che il troppo freddo possono dare alla nostra pelle parecchi grattacapi. L’importante è capire che la pelle ha un intervallo di temperature in cui si sente a suo agio, e quando usciamo da quell’intervallo, dobbiamo stare attenti. Sia che si tratti di una sciata in montagna senza guanti o di un bicchiere di plastica tenuto troppo a lungo nel freezer.

Prevenzione: il miglior rimedio (e il più semplice)

Quindi, cosa possiamo fare per evitare di ritrovarci con le mani rosse come un semaforo dopo aver preso una bibita dal frigo? La risposta è tanto banale quanto efficace: protezione. Se dovete maneggiare qualcosa di molto freddo per un tempo prolungato, usate un panno, un tovagliolo, dei guanti. Insomma, create una barriera. È la stessa logica che usiamo per proteggerci dal sole o dal fuoco. Non è complicato, è solo buon senso. E poi, diciamocelo, una bibita ghiacciata è buona, ma una mano ustionata da freddo lo è un po’ meno. Quindi, un piccolo sforzo di prevenzione può salvarci da un bel po’ di fastidio. Ricordate, la pelle è un organo prezioso, trattiamola con il dovuto rispetto, anche quando l’agente “aggressore” è solo una innocua (si fa per dire) bottiglietta di acqua gelata.

Domande frequenti

Perché sento bruciore quando tocco il ghiaccio?
Il bruciore è una reazione della pelle al freddo estremo. Il ghiaccio danneggia le cellule cutanee a causa della formazione di cristalli e della ridotta circolazione sanguigna, innescando un processo simile a un’ustione termica.

Quanto tempo ci vuole perché il ghiaccio ustioni la pelle?
Dipende da molti fattori: la temperatura del ghiaccio, la zona del corpo, la circolazione sanguigna individuale. Generalmente, un contatto prolungato (da pochi minuti a mezz’ora per ustioni lievi) può causare danni.

Qual è la differenza tra congelamento e ustione da freddo?
Il congelamento è un danno più profondo ai tessuti causato da temperature molto basse per un tempo prolungato, che porta al congelamento vero e proprio dei fluidi corporei. L’ustione da freddo, invece, è un danno più superficiale ma sempre causato dal freddo, simile a una scottatura.

Posso usare rimedi casalinghi per le ustioni da freddo?
Per ustioni lievi, un bagno caldo (non bollente!) e una crema idratante possono aiutare. Per ustioni più serie, è sempre meglio consultare un medico. Evita di frizionare la zona colpita.

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