Animali

Come comunicano le api tra loro?

Allora, quante volte vi siete ritrovati a osservare un’ape ronzare fuori dalla finestra, magari chiedendovi: “Ma ‘ste qui, come fanno a organizzarsi un tale casino di traffico per raccogliere il polline senza finire in coda una sull’altra?”. E diciamocelo, non è che abbiano un cellulare con la chat di gruppo o un megafono per urlare “Attenzione, sciopero del polline, tutti a casa!”. Eppure, la loro colonia funziona come un orologio svizzero (molto più efficiente, aggiungerei, e con più miele). Scoprire come comunicano tra loro è come sbirciare dentro un segreto millenario, un mondo di segnali e odori che noi poveri umani possiamo solo immaginare. Preparatevi, perché sto per svelarvi i trucchi del mestiere di questi laboriosi insetti, e magari impareremo pure qualcosa su come non litigare con il vicino di casa.

La danza delle api: un balletto per informare

Immaginatevi una signora che torna a casa dopo una faticaccia, stanca ma soddisfatta, e inizia a fare un balletto particolare sul posto. Non vi chiedete subito se ha bevuto un po’ troppo nettare fermentato, ma piuttosto: “Cosa sta cercando di dirmi?”. Ecco, le api fanno esattamente una cosa simile. La famosa danza delle api, quella che ha fatto impazzire anche il grande Karl von Frisch (che per questa roba si è beccato un Nobel, mica pizza e fichi!), è il loro principale mezzo di comunicazione visiva, soprattutto quando si tratta di indicare dove si trova il cibo.

Esistono principalmente due tipi di danze: la danza dell’andata e ritorno (o danza circolare) e la danza dell’addome (o danza a otto). La prima è utilizzata quando la risorsa (fiori pieni di nettare o polline) è vicina all’alveare, diciamo entro una cinquantina di metri. L’ape esploratrice corre in cerchio, alternando la direzione, per far capire alle sue sorelle: “C’è roba buona qui vicino, andate e prendetela!”.

Ma è la danza dell’addome quella che è una vera e propria opera d’arte. Quando il cibo è più lontano, l’ape compie un percorso a forma di otto, con la parte centrale che simula un “rullo” o una “scossa” dell’addome. La direzione di questo rullo rispetto alla verticale (che rappresenta la posizione del sole) indica la direzione in cui volare rispetto al sole. Se il rullo è verso l’alto, si vola verso il sole; se è verso il basso, si vola nella direzione opposta; se è inclinato, si segue quell’inclinazione. E non finisce qui! La durata del rullo e l’intensità delle vibrazioni indicano la quantità di cibo disponibile. Più è lunga e vibrante la danza, più la fonte è ricca e vale la pena fare un po’ di fatica. È un po’ come dire: “Ragazze, qui c’è il buffet libero, ma bisogna fare un giretto, non è proprio dietro l’angolo!”.

I feromoni: il profumo della comunità

Se la danza è il loro “WhatsApp” visivo, i feromoni sono senza dubbio la loro “radio” olfattiva, ma molto, molto più sofisticata. Queste sostanze chimiche volatili vengono prodotte dalle api in diverse ghiandole e hanno un ruolo fondamentale in praticamente ogni aspetto della vita della colonia. Pensateci: senza un profumo di “casa” o di “allarme”, come farebbero a riconoscersi tra milioni di individui o a capire se c’è un pericolo?

C’è il feromone di allarme, che viene rilasciato quando un’ape si sente minacciata o attacca. Questo feromone è un segnale potente che mette in allerta tutte le altre api vicine, spingendole all’azione, che sia la difesa o la fuga. È come un “Aiuto! Stanno arrivando i barbari!” urlato in un linguaggio che solo loro capiscono. Poi c’è il feromone di Nasonov, prodotto dalle api operaie, che viene utilizzato per marcare l’ingresso dell’alveare e aiutare le sorelle smarrite a ritrovare la strada di casa. È il profumo dell’appartenenza, il “Welcome back, you smell like us!”.

Ma forse il feromone più importante è quello prodotto dalla regina. Questo potentissimo cocktail chimico non solo inibisce lo sviluppo delle ovaie nelle operaie (perché, diciamocelo, una sola regina basta e avanza per la procreazione), ma funge anche da collante sociale per l’intera colonia. Segnala la presenza e lo stato di salute della regina, mantenendo la coesione del gruppo. Se il feromone della regina dovesse diminuire o scomparire, le operaie inizierebbero subito a preoccuparsi e a cercare di allevare una nuova regina. Un vero e proprio “Il capo è qui, tutto tranquillo!” chimico.

Tipo di Feromone Funzione Principale Come Viene Rilevato
Feromone di Allarme Segnalare pericolo e mobilitare le difese Antenne (specialmente i recettori olfattivi)
Feromone di Nasonov Orientamento, marcatura dell’alveare Antenne
Feromoni della Regina Coesione sociale, inibizione dello sviluppo delle operaie Antenne e corpo intero
Feromone delle larve Segnalare le esigenze di nutrizione Antenne

Insomma, i feromoni sono la loro messaggeria istantanea, un modo per condividere informazioni vitali senza dover muovere un’ala più del necessario, almeno all’interno dell’alveare. È un linguaggio fatto di molecole, sottile e potentissimo.

Il tocco e il vibrato: comunicare da vicino

Cosa succede quando la danza non basta, o quando c’è bisogno di un’interazione più intima? Le api hanno altre carte da giocare, e queste coinvolgono il tatto e le vibrazioni. Pensate alle api che si scambiano cibo, il cosiddetto trofallassi. Non è solo un modo per nutrire le compagne, ma anche per condividere informazioni sul tipo di nettare raccolto e persino sul suo stato di fermentazione. Durante questo scambio, le api si toccano con le antenne, quasi a dirsi: “Ecco, questo è quello che ho trovato oggi, assaggia!”.

E poi ci sono le vibrazioni. Le api possono produrre vibrazioni attraverso i muscoli del torace, che si propagano attraverso il telaio del favo. Queste vibrazioni possono avere diversi significati. Ad esempio, la vibrazione del ronzio o del “buzzing” è spesso usata per stimolare le altre operaie a iniziare un compito, come la raccolta del polline o la pulizia dell’alveare. È come un incoraggiamento musicale: “Dai, su, sveglia!”.

C’è anche la vibrazione di richiamo, che viene emessa quando un’ape ha bisogno di aiuto, magari perché è bloccata o ha bisogno di essere nutrita. E non dimentichiamoci della vibrazione di “stop”, un segnale chiaro e netto per fermare un’attività in corso, magari perché è stato rilevato un pericolo o perché una certa risorsa è esaurita. Insomma, il loro mondo è un concerto continuo di segnali tattili e vibratori, un’orchestra invisibile che coordina ogni mossa della colonia.

L’olfatto: il GPS chimico

Abbiamo parlato di feromoni, ma l’olfatto delle api va ben oltre. Il loro naso (anzi, le loro antenne) è incredibilmente sensibile e permette loro di riconoscere non solo le compagne di colonia attraverso i loro odori individuali, ma anche di individuare i fiori più ricchi di nettare e polline da lontano. È un vero e proprio GPS chimico, che le guida attraverso un paesaggio invisibile di profumi.

Quando un’ape esploratrice torna all’alveare dopo aver trovato una buona fonte di cibo, non solo danzerà, ma diffonderà anche nell’aria l’odore del fiore che ha visitato. Questo “profumo di lavoro” si mescola al profumo generale della colonia e serve come un’ulteriore indicazione per le altre api. È come dire: “Sentite questo profumo? È lì che dovete andare!”. Questo rende il sistema di comunicazione incredibilmente efficiente, combinando informazioni visive (la danza) e olfattive (i feromoni e gli odori floreali).

Inoltre, le api sono in grado di distinguere tra odori “buoni” (cibo, casa) e odori “cattivi” (pericolo, predatori). Questo aiuta a mantenere la sicurezza e la stabilità della colonia, permettendo loro di reagire prontamente a minacce esterne. È un linguaggio universale, basato su molecole che parlano direttamente al loro cervello, guidandole nelle loro innumerevoli attività quotidiane.

Una sinfonia di segnali

Alla fine, la comunicazione tra le api è un sistema incredibilmente complesso e affascinante, un intreccio di segnali visivi, chimici, tattili e vibratori. Non c’è un unico “linguaggio”, ma piuttosto una sinfonia di modalità che lavorano in armonia per garantire la sopravvivenza e il successo della colonia. Dalla danza vibrante che indica la posizione del cibo, ai feromoni che tengono unita la comunità, fino ai tocchi delicati che scambiano informazioni vitali, le api ci dimostrano come la cooperazione e la comunicazione siano fondamentali per la vita.

È un promemoria che, anche nel mondo degli insetti, l’organizzazione e la capacità di condividere informazioni in modo efficace sono la chiave del successo. E forse, dico forse, potremmo imparare qualcosa da questi piccoli insetti operosi. Chissà, magari un giorno inventeremo un “feromone di pace” per le riunioni di condominio. Ci pensate? Sarebbe un bel passo avanti, non trovate?

Domande frequenti

Le api usano anche parole per comunicare?

No, le api non usano parole come le intendiamo noi. La loro comunicazione si basa su movimenti specifici (la danza), rilascio di sostanze chimiche (feromoni e odori) e vibrazioni. È un linguaggio corporeo e chimico molto sofisticato.

Come fanno le api a sapere dove si trova il sole per la danza?

Le api hanno una capacità innata di percepire la posizione del sole, anche quando è nascosto dalle nuvole. In pratica, utilizzano la luce polarizzata del sole per orientarsi, come se avessero un vero e proprio navigatore interno.

Quanto sono importanti i feromoni per una colonia di api?

I feromoni sono assolutamente vitali. Coordinano quasi ogni aspetto della vita della colonia: dall’identificazione dei membri, alla segnalazione di pericolo, alla regolazione della riproduzione e al mantenimento della coesione sociale. Senza feromoni, una colonia semplicemente non funzionerebbe.

Cosa succede se un’ape straniera cerca di entrare nell’alveare?

Le api sentinella all’ingresso dell’alveare utilizzano sia l’olfatto (percependo i feromoni specifici della colonia) che il tatto per identificare un’ape estranea. Se non riconoscono il “profumo di casa”, l’ape estranea viene respinta, spesso con attacchi aggressivi.

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