Mare

Come si forma la schiuma nel mare?

Vi siete mai trovati sulla spiaggia, con il sole che vi scalda la pelle e le onde che lambiscono i vostri piedi, e vi siete chiesti: “Ma tutta ‘sta schiuma che bollicine è?”. Ammettiamolo, la schiuma del mare ha sempre quel fascino un po’ misterioso, una sorta di candida coperta che le onde si portano dietro. Non è solo un capriccio della natura, ma un vero e proprio spettacolo chimico-fisico che vale la pena capire. E se pensate che sia roba da scienziati da laboratorio, vi sbagliate di grosso! Anche voi, magari con una birra in mano, potreste diventare dei piccoli guru della schiuma marina. Preparatevi a scoprire perché il mare, a volte, sembra una gigantesca panna montata.

Ma che roba è questa schiuma?

Allora, mettiamola così: la schiuma del mare è un po’ come il caffè quando ci aggiungete il latte e lo agitate con foga. Si creano un sacco di bollicine che sembrano destinate a esplodere da un momento all’altro, ma invece restano lì, a fare la loro bella figura. La schiuma marina è, in sostanza, un aggregato di bolle d’aria intrappolate in un liquido, in questo caso l’acqua salata del nostro amato mare. Ma non è solo aria e acqua, signori miei! C’è dietro un lavoro di squadra tra diversi elementi che contribuiscono a renderla possibile, e a volte anche piuttosto persistente.

Il ruolo delle onde e della chimica

Le protagoniste indiscusse della schiuma sono senza dubbio le onde. Quando le onde si infrangono sulla riva o sugli scogli, creano un vortice di energia che mescola l’acqua con l’aria circostante. Immaginatele come dei giganteschi mixer naturali. Più le onde sono energiche e il fondale è irregolare, più aria viene incorporata nell’acqua. Ma non è finita qui. L’acqua di mare non è pura H2O, eh no! È piena zeppa di sali e di un sacco di altre sostanze organiche e inorganiche, residui di tutto quello che il mare raccoglie e trasporta.

Questi elementi disciolti, che troviamo comunemente anche in tracce nell’acqua, agiscono come dei veri e propri “tensioattivi naturali”. Pensate alla schiuma del sapone o del bagnoschiuma: sono fatti apposta per intrappolare l’aria e creare bolle stabili. Nell’acqua di mare, alcune molecole organiche come le proteine e i lipidi, provenienti da organismi marini (alghe, plancton, batteri, e sì, anche qualche pesce in disfacimento, ma non pensiamoci troppo!), hanno proprietà simili. Queste molecole abbassano la tensione superficiale dell’acqua, rendendo molto più facile la formazione e la stabilità delle bolle d’aria che le onde hanno creato. Senza questi aiutanti chimici, la schiuma si dissolverebbe in un attimo.

L’importanza dei “tensioattivi naturali”

Avete presente quando preparate una bella insalata e ci mettete l’olio e l’aceto? L’olio e l’aceto non si mescolano facilmente da soli, vero? Bisogna agitare. Ecco, nell’acqua di mare, le sostanze organiche disciolte fanno un po’ questo lavoro: facilitano l’unione tra “cose” che altrimenti non si mescolerebbero facilmente, come l’aria e l’acqua. Queste molecole, che un chimico con la parlantina sciolta definirebbe “anfifiliche” (cioè con una parte che ama l’acqua e una che la respinge), si dispongono ai bordi delle bolle d’aria, creando una sorta di “pelle” elastica che impedisce alle bolle di scoppiare troppo in fretta. Maggiore è la concentrazione di questi tensioattivi, più densa e duratura sarà la schiuma.

Cosa ci dice la schiuma sul mare?

La schiuma non è solo un effetto ottico, ma può darci anche delle informazioni interessanti sullo stato di salute del mare e sulla sua composizione. Una schiuma particolarmente abbondante e persistente, ad esempio, potrebbe indicare una maggiore concentrazione di materia organica nell’acqua. Questo può succedere in zone dove c’è un maggiore afflusso di nutrienti, magari da fiumi che trasportano residui agricoli o da scarichi, oppure in aree con un’intensa attività biologica, come fioriture di alghe. A volte, la schiuma può assumere colori leggermente diversi o avere odori particolari a seconda della composizione degli agenti tensioattivi presenti. Un mare “pieno di vita”, diciamolo, a volte si vede anche da questo.

La composizione della schiuma: un esempio ipotetico

Per darvi un’idea di cosa possiamo trovare dentro quella schiuma che vediamo sulla battigia, ecco una tabella semplificata. Ovviamente, le percentuali variano enormemente a seconda del luogo, del momento e delle condizioni ambientali.

Componente Funzione o Origine
Aria La “bolla” fondamentale, intrappolata dal movimento delle onde.
Acqua salata Il mezzo in cui tutto avviene. I sali disciolti sono importanti, ma meno della materia organica per la stabilità.
Proteine (es. da alghe, batteri) Ottimi tensioattivi, formano una sorta di rivestimento elastico attorno alle bolle.
Lipidi (grassi) Contribuiscono anch’essi a ridurre la tensione superficiale e a stabilizzare le bolle.
Sali minerali Presenti nell’acqua, ma il loro ruolo diretto nella formazione della schiuma è minore rispetto ai tensioattivi organici.
Piccole particelle di detriti organici Possono contribuire alla struttura della schiuma.

Schiuma bianca, schiuma gialla: cambia il colore, cambia il significato?

A volte la schiuma appare di un bianco candido, quasi come neve fresca. Altre volte, invece, può assumere una colorazione più giallastra o brunastra. Questo cambiamento di colore è spesso legato alla provenienza della materia organica. Una schiuma bianca è generalmente associata a tensioattivi più “puliti”, magari provenienti da alghe unicellulari o da una decomposizione meno avanzata. Una schiuma più scura o giallastra potrebbe invece indicare la presenza di materiale organico in decomposizione più avanzata, come detriti vegetali più grandi o residui animali. In alcuni casi, soprattutto in presenza di fioriture algali specifiche, la schiuma può anche assumere sfumature verdognole o rossastre. Insomma, la schiuma a volte fa da specchio al mare, rivelando quello che c’è dentro.

Non tutte le schiume sono uguali: quando preoccuparsi

Dobbiamo dirlo chiaro: la schiuma del mare, nella stragrande maggioranza dei casi, è un fenomeno naturale e innocuo. Anzi, è un segno di un ecosistema marino vivo e attivo. Tuttavia, ci sono delle situazioni in cui una schiuma insolita, magari accompagnata da odori nauseabondi o da una persistenza esagerata che soffoca la riva, potrebbe meritare un’attenzione particolare. Ad esempio, una schiuma che appare molto “chimica”, come se fosse prodotta da detergenti industriali, o che si concentra in modo anomalo in aree urbane o industriali, potrebbe essere un campanello d’allarme per la presenza di inquinamento. In questi casi, è sempre meglio informare le autorità competenti. Ma per la schiuma che vedete ogni estate, potete stare tranquilli: è solo il mare che fa le bolle!

Domande frequenti

Perché la schiuma si forma soprattutto dopo una mareggiata?

Le mareggiate significano onde più alte e più potenti. Questo forte movimento dell’acqua “pompa” molta più aria al suo interno, creando un numero elevato di bolle. Le sostanze organiche già presenti nell’acqua fanno poi il resto, stabilizzando queste bolle e formando la schiuma che vediamo.

La schiuma del mare è tossica?

Nella maggior parte dei casi, la schiuma marina non è tossica. È composta da aria, acqua salata e sostanze organiche naturali. Può essere fastidiosa da incontrare se si nuota, ma non presenta rischi per la salute umana nella sua forma “normale”.

Cosa sono quelle bolle bianche che a volte si vedono sulle rocce dopo la bassa marea?

Sono sostanzialmente la stessa schiuma del mare, rimasta intrappolata tra le rocce o negli scogli quando la marea si è ritirata. L’acqua evapora, ma le bolle d’aria, stabilizzate dai tensioattivi, restano lì un po’ più a lungo, formando una sorta di spugna bianca.

Perché a volte la schiuma ha un odore forte?

L’odore è spesso dato dai composti volatili rilasciati durante la decomposizione della materia organica. Alghe, batteri e altri organismi marini, quando si decompongono, possono produrre sostanze che conferiscono alla schiuma quell’odore “marino” intenso, a volte non proprio gradevolissimo!

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