
Perché abbiamo 32 denti ma ne usiamo solo 28?
Ehi, ammettiamolo: quando pensiamo ai nostri denti, spesso ci viene in mente solo la loro funzione principale: masticare cibo e farci sorridere come star del cinema (o quasi). Ma vi siete mai chiesti perché siamo equipaggiati con ben 32 pezzi, quando la maggior parte delle volte sembriamo cavarcela tranquillamente con 28? È come avere un superpotere che teniamo parcheggiato in garage. Ma c’è di più dietro questo mistero dentale, un viaggio che ci porta indietro nel tempo, tra l’anatomia della nostra mandibola e le stranezze dell’evoluzione. Preparatevi, perché stiamo per svelare il segreto dei denti che non usiamo, un po’ come quella maglietta nel fondo dell’armadio che non metti mai ma che non riesci a buttare. E fidatevi, la risposta è più gustosa di quanto pensiate, anche se non riguarda il cibo che mangiate.
Quei quattro intrusi: i saggi
Parliamo subito dei protagonisti del nostro dibattito: i denti del giudizio, o più tecnicamente, i terzi molari. Sono loro i quattro che spesso rimangono “sotto coperta”, nel senso che non spuntano mai del tutto o, peggio, creano più problemi che benefici. Pensateci, sono come i parenti un po’ invadenti che arrivano senza preavviso e stravolgono l’equilibrio della famiglia. Nell’adulto “completo”, abbiamo 8 incisivi, 4 canini, 8 premolari e 12 molari, per un totale di 32. Ma quei quattro ultimi molari, i denti del giudizio, sono spesso considerati un lusso che la nostra evoluzione ha deciso di concederci, per poi ripensarci. E non è una scelta casuale.
Un viaggio nell’evoluzione della mandibola
Il motivo per cui questi denti a volte ci danno filo da torcere affonda le radici nella nostra storia evolutiva. I nostri antenati, che avevano una dieta ben diversa dalla nostra – pensate a cibi più duri, meno processati, che richiedevano una masticazione più robusta – avevano una mandibola più grande e robusta. Questo spazio extra era perfetto per ospitare tutti e 32 i denti. Con il passare del tempo e il cambiamento delle abitudini alimentari, la nostra dieta è diventata più morbida e facile da masticare. Di conseguenza, le nostre mascelle si sono leggermente ridotte. Immaginate di avere una valigia che una volta era enorme e ora, con il cambio delle regole del bagaglio aereo, deve essere molto più compatta. Ecco, la nostra mandibola ha seguito un percorso simile. Questo spazio ridotto fa sì che i denti del giudizio, gli ultimi ad arrivare, spesso non abbiano lo spazio sufficiente per erompere correttamente.
Perché la natura ci ha “donato” questi denti in più?
Qui entriamo nel campo delle ipotesi affascinanti, un po’ come cercare di capire perché il gatto si lava sempre dopo aver mangiato. La teoria più accreditata è che i denti del giudizio fossero utili ai nostri progenitori per triturare cibi più duri e fibrosi, come radici, noci e carne cruda. Erano i veri e propri “attrezzi” per una masticazione intensa. Inoltre, si ipotizza che potessero servire come “pezzi di ricambio” nel caso in cui i denti anteriori si fossero rotti o persi, cosa più probabile con le loro abitudini di vita. Con il progredire della civiltà, lo sviluppo della cottura dei cibi e l’uso di utensili, la necessità di questi denti è drasticamente diminuita. La natura, si sa, è efficiente: se qualcosa non serve più, tende a ridurne la presenza o a renderla meno problematica. E i denti del giudizio sono un perfetto esempio di questo “adattamento”.
I denti del giudizio: amici o nemici?
La questione se tenerli o meno è una delle più dibattute dai dentisti. Quando i denti del giudizio erompono correttamente, senza creare problemi di spazio o di allineamento, e sono facili da pulire, allora possono rimanere tranquilli al loro posto. Ma ahimè, nella maggior parte dei casi, le cose non vanno così lisce. Possono spuntare in modo inclinato, rimanere inclusi nell’osso, causare dolore, infezioni (come la pericoronite), danneggiare i denti vicini o creare problemi di affollamento generale. In queste situazioni, l’estrazione diventa la soluzione più sensata. È un po’ come decidere di eliminare quella vecchia sedia traballante che occupa spazio in salotto e nessuno usa più. La decisione, naturalmente, spetta sempre al vostro dentista, che valuterà la situazione specifica della vostra anatomia orale.
Anatomia di un dente “soprannumerario”
Per capire meglio, diamo un’occhiata alla struttura dei denti. Abbiamo una dentizione decidua (i denti da latte) composta da 20 denti, che poi viene sostituita dalla dentizione permanente. La dentizione permanente ideale è quella di 32 denti, che include appunto i quattro molari posteriori. La loro posizione è alla fine dell’arcata dentale, sia superiore che inferiore. Quando parliamo di denti “inclusi”, intendiamo che non sono riusciti a farsi strada attraverso la gengiva e l’osso, rimanendo intrappolati. A volte possono essere semi-inclusi, spuntando solo parzialmente. Questa posizione li rende notoriamente difficili da raggiungere con lo spazzolino, aumentando il rischio di carie e infiammazioni gengivali. Ecco perché, anche se sono 32 in totale, nella pratica clinica si parla spesso di “pazienti con 28 denti”, riferendosi a coloro che hanno rimosso i denti del giudizio.
| Tipo di dente | Numero totale | Funzione principale |
|---|---|---|
| Incisivi | 8 | Tagliare il cibo |
| Canini | 4 | Strappare e lacerare il cibo |
| Premolari | 8 | Frantumare e schiacciare il cibo |
| Molari (inclusi i saggi) | 12 | Masticare e triturare finemente il cibo |
Come potete vedere dalla tabella, i 12 molari sono quelli che, con i loro 4 “vicini” del giudizio, formano il gruppo numericamente più ampio. Se consideriamo la funzione, i 28 denti “essenziali” coprono tutte le necessità di una masticazione moderna.
Cosa ci dice questa “mancanza” sui nostri corpi?
Questa storia dei 32 denti ma ne usiamo 28 è un piccolo ma potente promemoria di come i nostri corpi siano il risultato di un lunghissimo processo evolutivo. Siamo creature in continuo adattamento, e ciò che era fondamentale per i nostri antenati potrebbe non esserlo più per noi. È un po’ come scoprire che il vostro smartphone ha ancora la funzione del modem dial-up: tecnicamente c’è, ma chi la usa più? La nostra bocca, in particolare la mandibola, ha subito cambiamenti significativi, e i denti del giudizio sono una testimonianza di questa transizione. Ci ricordano che l’evoluzione non è una linea retta perfetta, ma un percorso tortuoso fatto di cambiamenti, adattamenti e, a volte, di “pezzi” che diventano superflui. E non è affascinante pensare che ogni volta che sorridiamo, stiamo mostrando il risultato di milioni di anni di storia?
Domande frequenti
Perché i denti del giudizio sono chiamati così?
Il nome deriva dal fatto che tendono a spuntare tra i 17 e i 25 anni, un’età considerata nell’antichità il passaggio alla maturità e al “giudizio”. Era quindi il periodo in cui si diventava “adulti” e responsabili, e questi denti segnavano simbolicamente questa transizione.
È sempre necessario estrarre i denti del giudizio?
Assolutamente no. Se i denti del giudizio sono ben posizionati, erompono completamente e sono facili da pulire, possono tranquillamente rimanere al loro posto. La decisione di estrarli dipende dalla loro posizione, dallo spazio disponibile nella mandibola e dal potenziale rischio di problemi futuri.
Possono i denti del giudizio influenzare l’allineamento degli altri denti?
Sì, in alcuni casi. Se i denti del giudizio spuntano in modo anomalo o non hanno spazio sufficiente, possono esercitare pressione sugli altri denti, causando affollamento o spostamenti indesiderati. Questo è uno dei motivi per cui vengono spesso raccomandati controlli regolari con l’ortodontista e il dentista.
Cosa succede se non si estraggono i denti del giudizio che causano problemi?
Non estrarre denti del giudizio problematici può portare a diverse complicazioni, tra cui dolore intenso, infezioni gengivali (pericoronite), carie sui denti del giudizio o sui molari vicini, formazione di cisti o tumori, e danni ai denti adiacenti. È fondamentale consultare il proprio dentista per valutare i rischi.
C’è un modo per sapere in anticipo se i miei denti del giudizio daranno problemi?
Il modo migliore è sottoporsi a controlli dentistici regolari e a radiografie (come l’ortopanoramica). Queste immagini permettono al dentista di valutare la posizione dei denti del giudizio, il loro sviluppo e lo spazio disponibile nella mandibola, offrendo una prognosi sul loro futuro comportamento.



