Alimentazione

Perché le banane maturano vicino ad altra frutta?

Quante volte ci è capitato: mettiamo una banana un po’ acerba nel cesto della frutta, e nel giro di un paio di giorni è diventata gialla e succosa come se fosse stata benedetta dal sole della Riviera. Ma se la lasciamo sola, isolata dal mondo, sembra che ci metta un’eternità a raggiungere la sua piena maturazione. C’è un segreto dietro questa frenesia tropicale? Pare proprio di sì, e non è una magia da stregoni della frutta, ma una faccenda scientifica piuttosto… gassosa! Se siete curiosi di scoprire perché le banane sembrano adorare la compagnia e come questo influenzi il loro sapore (e il vostro pranzo), continuate a leggere. Alla fine, potreste iniziare a vedere la vostra fruttiera con occhi diversi, quasi come un piccolo laboratorio di chimica naturale.

Il gas dell’amicizia (fruttifera)

Avete presente quando siete in un gruppo di amici e l’entusiasmo si contagia, facendo partire un’onda di allegria? Ecco, la maturazione della frutta funziona un po’ allo stesso modo, ma al posto dell’allegria c’è un gas invisibile ma potentissimo: l’etilene. Questo piccolo idrocarburo è essenzialmente il messaggero della maturazione. Le piante lo producono naturalmente, e più la frutta matura, più etilene rilascia. La banana, diciamocelo, è una campionessa in questo. Non è solo uno strumento di degustazione, ma anche una vera e propria fabbrica di questo gas. Piatto forte della casa, soprattutto quando è un po’ ammaccata o troppo matura.

La banana, maestra nell’arte di… contagiare

Le banane sono delle vere e proprie artiste nell’arte di emettere etilene. Quando raggiungono una certa fase di maturazione, iniziano a produrne in quantità significative. Questo gas, non avendo vie di fuga se la frutta è stipata in un cesto, va a interagire con la frutta vicina. Immaginate l’etilene come una sorta di “iniziatore”. Arriva alle altre frutta, che magari non erano ancora pronte per la festa della maturazione, e sussurra: “Ehi, amici, è ora di darsi una mossa!”. E loro, puntualmente, iniziano a produrre a loro volta etilene, accelerando il processo. Le mele, i pomodori (sì, tecnicamente è un frutto!), le pere… tutti nel giro, se le condizioni sono giuste. È una reazione a catena, un vero e proprio happening frutticolo.

Non tutta la frutta è uguale

Ora, non pensiate che tutte le frutta siano ugualmente recettive a questo stimolo gassoso. Alcune, come le banane, sono sia grandi produttrici che grandi consumatrici (nel senso che rispondono bene all’etilene). Altre, invece, sono più “indifferenti”. Pensate agli agrumi, come arance e limoni. Loro se ne stanno lì, belli tranquilli, producendo pochissimo etilene e reagendo in modo quasi nullo al suo arrivo. È come se fossero immuni alla festa, o semplicemente preferissero un’altra musica. Questo spiega perché, se avete un cesto pieno di arance, non vi ritroverete con un’esplosione di frutta matura dall’oggi al domani. Hanno un loro ritmo, indipendente.

Produttori e recettori di etilene: una classifica (non scientifica, ma basata sull’esperienza da bar)
Frutta Produzione di Etilene Sensibilità all’Etilene
Banane Altissima Altissima
Mele Alta Alta
Avocado Alta Alta
Pomodori Media Media
Prugne Media Media
Cetrioli Bassa Bassa
Agrumi (Arance, Limoni) Molto Bassa Molto Bassa

Questa tabella è una sorta di “chiacchierata” tra frutti, ovviamente semplificata. Il punto è che la banana è un po’ il “focolaio” della maturazione, capace di trascinare nel suo vortice la frutta meno indipendente. Per questo, se volete che una banana maturi in fretta, mettetela con una mela. Se invece volete che un’arancia rimanga fresca il più a lungo possibile, tenetela lontana dalle banane che urlano “Matura, matura!”.

A cosa serve tutto questo? La strategia evolutiva della frutta

Potremmo chiederci: ma perché la natura ha architettato questa cosa dell’etilene? Beh, pensateci un attimo. Una pianta vuole che i suoi frutti vengano mangiati e i loro semi dispersi. Se un frutto matura troppo presto, da solo, potrebbe essere mangiato da un animale che non si muove molto, o potrebbe cadere a terra e marcire senza che i semi vadano lontano. Invece, se più frutti maturano più o meno nello stesso periodo, c’è una maggiore probabilità che un animale più grande e mobile venga attratto dalla presenza abbondante di cibo maturo (e quindi dolce e nutriente). Questo aumenta le possibilità di dispersione dei semi su un’area più vasta. È una strategia di squadra, insomma. La banana, con la sua produzione di etilene, è un po’ il “capitano” di questa squadra, che invita gli altri a unirsi alla festa al momento giusto.

Consigli pratici da bar per la vostra fruttiera

Capito il meccanismo, cosa possiamo fare? Semplice: usare l’etilene a nostro vantaggio.

  • Per far maturare la frutta in fretta: Se avete un avocado ancora duro o delle prugne acerbe, mettetele insieme a una mela o a una banana matura in un sacchetto di carta (non di plastica, che trattiene l’umidità). Il sacchetto trattiene l’etilene prodotto, concentrandolo e accelerando il processo.
  • Per far maturare le banane senza fretta: Se avete comprato un sacchetto di banane un po’ troppo verdi e non volete ritrovarvi con la melma in tre giorni, separatele le une dalle altre. In questo modo, l’etilene che ogni singola banana produce si disperde nell’aria e non ha un effetto così concentrato sulle sue sorelle. Potete anche avvolgere il picciolo (la parte superiore dove si stacca dal casco) con un po’ di pellicola trasparente. Questo riduce leggermente il rilascio di etilene.
  • Attenzione ai pomodori! Spesso li teniamo in frigo, ma i pomodori sono frutta e continuano a produrre etilene anche dopo essere stati raccolti. Metterli vicino a frutta sensibile all’etilene li farà maturare molto velocemente, a volte anche troppo.

Insomma, la vostra fruttiera è un piccolo ecosistema che va gestito con un minimo di cognizione. Non è solo una questione estetica, ma anche di ottimizzare sapori e tempi. E, diciamocelo, è un piccolo trucco da veri intenditori.

Domande frequenti

Le banane sono responsabili se tutta l’altra frutta matura troppo in fretta?

Beh, diciamo che sono le principali “istigatrici”. La loro alta produzione di etilene ha un effetto contagioso sulla frutta vicina, accelerando il processo di maturazione. Se la vostra frutta matura troppo in fretta, è probabile che ci sia una banana in agguato, o magari una mela matura.

Cosa posso fare per rallentare la maturazione delle banane?

Per evitare che le vostre banane diventino troppo mature in fretta, potete provare a separarle l’una dall’altra. Mantenere il gas dell’etilene lontano l’uno dall’altro rallenta il processo. Alcuni avvolgono anche il picciolo con della pellicola per ridurre ulteriormente il rilascio di questo gas.

L’etilene fa male alla salute?

Assolutamente no! L’etilene è un gas naturale prodotto dalla frutta e dalle piante. È fondamentale per il processo di maturazione, ma non ha alcun effetto negativo sulla salute umana. Anzi, aiuta a godere della frutta nel suo momento migliore!

Ci sono frutti che non producono etilene?

Praticamente tutti i frutti producono etilene in una certa misura, ma alcuni ne producono quantità infinitesimali o sono molto poco sensibili ad esso. Gli agrumi, come arance e limoni, sono un classico esempio di frutta che produce pochissimo etilene e matura molto lentamente, anche se messa vicino ad altre frutta.

Perché le banane producono così tanto etilene?

Le banane hanno evoluto questa caratteristica per favorire la dispersione dei loro semi. L’alta produzione di etilene attira animali che mangiano la frutta matura, disperdendo poi i semi nel loro ambiente. È una strategia di sopravvivenza che le ha rese campionesse della maturazione e della produzione di questo gas.

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