Astronomia

Perché le stagioni cambiano?

Ehi, ma perché a volte ci ritroviamo a sudare come salami sotto il sole di agosto e altre volte a tremare come foglie al vento di gennaio? È un mistero degno di una serie TV che si rispetti, vero? Molti pensano che sia perché la Terra si avvicina o si allontana dal Sole, una specie di giro sulla giostra cosmica che ci fa passare dal caldo al freddo. Ma se fosse così semplice, tutti i posti sulla Terra dovrebbero avere le stesse stagioni nello stesso momento, e sappiamo bene che non è così. Io, ad esempio, non ho mai visto la neve a Capri, e voi? Insomma, c’è qualcosa di più sotto questo giochino di temperature, e fidatevi, è più affascinante di quanto sembri. Preparatevi, perché stiamo per svelare il segreto delle stagioni, con un pizzico di ironia e tanta scienza, come si deve!

L’asse terrestre, il nostro amico un po’ strambo

Diciamocelo, la Terra non è dritta come un fuso. Ha un suo modo di fare, un po’ come certi parenti che hanno sempre qualcosa di originale. Il nostro pianeta, infatti, è inclinato. Immaginate un po’, questa inclinazione è di circa 23,5 gradi rispetto al piano della sua orbita attorno al Sole. Non è un numero casuale, è una caratteristica fondamentale che gioca un ruolo da protagonista nel grande spettacolo delle stagioni. Questa pendenza non cambia mai, è una costante del nostro viaggio cosmico. È un po’ come avere un cappello leggermente storto: non ti impedisce di camminare, ma dà un tocco unico al tuo look. E alla Terra, questa inclinazione dona un look stagionale che ci fa impazzire, nel bene e nel male.

L’orbita e la danza col Sole

Ora, mettiamo insieme l’inclinazione con il nostro girotondo attorno al Sole. L’orbita terrestre non è un cerchio perfetto, ma un’ellisse. Questo significa che la distanza Terra-Sole varia durante l’anno. Ci sono momenti in cui siamo un po’ più vicini (intorno a gennaio, per chi si chiede quando avviene il “perielio”) e momenti in cui siamo un po’ più lontani (intorno a luglio, il “afelio”). Ma ecco il colpo di scena, quello che vi farà dire “Ma allora non è per quello!”: quando la Terra è più vicina al Sole, nell’emisfero boreale è inverno, e quando è più lontana, è estate! Capito il tranello? Non è la distanza pura e semplice a determinare le stagioni, ma piuttosto come l’inclinazione dell’asse terrestre fa sì che i raggi del Sole colpiscano i diversi emisferi con angolazioni e intensità differenti.

Raggi solari: questione di angolazione

Qui sta il succo del discorso, amici miei. L’inclinazione dell’asse terrestre fa sì che, a seconda della posizione della Terra nella sua orbita, un emisfero sia più direttamente esposto ai raggi del Sole, mentre l’altro sia più inclinato e riceva i raggi in modo più obliquo. Pensateci: se puntate una torcia dritta su una parete, la luce è intensa e concentrata in un punto. Se invece la puntate obliquamente, la luce si allarga e diventa meno intensa.

Quando il nostro emisfero (quello dell’Italia, per capirci) è inclinato verso il Sole, i raggi solari arrivano più diretti e concentrati. Le giornate si allungano, il Sole è più alto nel cielo e le temperature salgono: è estate! Al contrario, quando siamo inclinati all’opposto, i raggi solari arrivano più obliqui, sparpagliati su una superficie più ampia. Le giornate si accorciano, il Sole è più basso e le temperature scendono: benvenuti inverno! Gli altri due emisferi, quello australe, ovviamente, vivono le stagioni opposte nello stesso momento. Se da noi è estate, in Australia è inverno, e viceversa. È un po’ come se la Terra, facendo il suo giro, decidesse di mettere un “lato” più in mostra al Sole, e l’altro meno.

Il ciclo delle stagioni in un grafico

Per capirci ancora meglio, diamo un’occhiata a come si posiziona la Terra rispetto al Sole nelle diverse fasi dell’anno, considerando la sua inclinazione.

Periodo dell’anno Posizione Terra (riferita all’emisfero boreale) Tipo di raggi solari ricevuti Conseguenza
Solstizio d’estate (giugno) Inclinato verso il Sole Raggi più diretti e concentrati Giornate più lunghe, temperature più alte (estate)
Equinozio di primavera (marzo) Nessuna inclinazione verso o contro il Sole Raggi ugualmente distribuiti Giornate e notti di uguale durata, temperature miti (primavera)
Solstizio d’inverno (dicembre) Inclinato lontano dal Sole Raggi più obliqui e sparpagliati Giornate più corte, temperature più basse (inverno)
Equinozio d’autunno (settembre) Nessuna inclinazione verso o contro il Sole Raggi ugualmente distribuiti Giornate e notti di uguale durata, temperature miti (autunno)

Come potete vedere, non è un mistero arcano, ma una semplice conseguenza della geometria e del movimento della Terra. È la natura che ci regala questo spettacolo ciclico, anno dopo anno. E noi, poveri terrestri, ci adeguiamo, cambiando guardaroba e umore a seconda del periodo.

Sole, Terra, orbita: la triade perfetta

Quindi, per riassumere, il cambio delle stagioni non è dovuto al fatto che la Terra si avvicini o si allontani dal Sole in modo drastico, ma è il risultato di una combinazione di due fattori principali: l’inclinazione dell’asse terrestre e il suo viaggio orbitale attorno al Sole. L’orbita, con le sue leggere variazioni di distanza, ha un effetto minore rispetto all’inclinazione che dirige l’intensità e la durata dei raggi solari sui diversi emisferi. È un balletto astronomico preciso, una coreografia cosmica che si ripete incessantemente. Senza questa inclinazione, avremmo un clima più uniforme tutto l’anno, molto meno interessante, diciamocelo. Niente più scuse per lamentarsi del caldo o del freddo: ora sapete a chi dare la colpa (o il merito, dipende dai vostri gusti climatici!).

Domande frequenti

Perché le stagioni cambiano ogni anno?

Le stagioni cambiano perché l’asse di rotazione della Terra è inclinato e la Terra orbita attorno al Sole. Questa inclinazione fa sì che, nel corso dell’orbita, i raggi solari colpiscano i diversi emisferi con angolazioni e intensità differenti, determinando le variazioni climatiche annuali che chiamiamo stagioni.

L’avvicinamento o l’allontanamento della Terra dal Sole causa le stagioni?

No, non principalmente. Anche se l’orbita terrestre non è un cerchio perfetto, la variazione di distanza dal Sole è minima e ha un impatto trascurabile sulle stagioni. Il vero motore del cambiamento stagionale è l’inclinazione dell’asse terrestre che modifica l’angolo di incidenza dei raggi solari.

Se l’inclinazione terrestre è costante, perché le stagioni cambiano?

È proprio l’inclinazione costante che, combinata con il movimento orbitale della Terra attorno al Sole, causa il cambio delle stagioni. Man mano che la Terra si muove lungo la sua orbita, l’emisfero che riceve la luce solare più diretta cambia, determinando il passaggio da una stagione all’altra.

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